Paolo Cevoli - home page
| TEATRO |
| CALENDARIO 2005|
DATA CITTA' INFO
28-10-2005
29-10-2005
Longiano (FC)
Teatro Petrella
via 4 novembre
tel: 0547.665113
09-11-2005
10-11-2005
Modena
Teatro Michelangelo
via Nazionale Giardini, 241
tel: 059.343662
12-11-2005
Spoleto (PG)
Chiostro di San Nicolò
via Elladio
tel: 0743.225140
13-11-2005
Budrio (BO)
Teatro Consorziale
via Garibaldi, 33
tel: 051.801300
16-11-2005
17-11-2005
Torino
Teatro Colosseo
v. Madama Cristina, 71
tel: 011.6505195
18-11-2005
Marmirolo (MN)
Teatro Comunale di Marmirolo
P.za Roma
tel: 0376.294180
19-11-2005
Copparo (FE)
Teatro Comunale de Micheli
P.za del Popolo 11/A
tel. 0532.871634
25-11-2005
Forlì
Teatro il Piccolo
Via Cerchia 98
Tel. 0543.64300
26-11-2005
Finale Emilia (MO)
Teatro Sociale
V. Trento e Trieste, 15
tel: 0535.913450
30-11-2005
Piacenza
Teatro Politeama
V. San Siro, 7
tel: 0523320651
01-12-2005
Borgosesia (VC)
Centro Proloco
V. Sesone, 8
tel: 0163.22285
04-12-2005

Novellara (RE)
Teatro della Rocca
Piazzale Marconi, 1
tel: 0522.651034
05-12-2005
Rimini
Teatro Corso di Rimini
Corso d'Augusto, 20
tel: 0541.27949
06-12-2005
Bagnacavallo (RA)
Teatro Piazza
P.za delle Libertà
tel: 0545.64330
07-12-2005
Grottazzolina (AP)
Teatro Novelli
V. Parco Rimembranze
tel: 0734.631443
10-12-2005
Amelia (TR)
Teatro Sociale
Via del Teatro
tel: 0744.982194
12-12-2005
Camerino (MC)
Teatro Filippo Marchetti
Corso Vittorio Emanuelle II, 17
tel: 0737.636041
13-12-2005
14-12-2005
15-12-2005
16-12-2005
17-12-2005
18-12-2005
Bologna
Teatro Duse
V. Cartoleria, 42
tel. 051.226606 231836

SCHEDA
Immaginate un uomo, un grande musicista, un genio. Scrive opere memorabili, è amato, stimato, venerato. Un bel giorno si guarda intorno e scopre che il secolo in cui sta vivendo, le mode, le idee, le persone che lo circondano non gli piacciono più. Così, bello come il sole, smette di creare. Attacca in sol colpo il successo al chiodo. Quest'uomo si chiama Gioachino Rossini, proprio quello del Barbiere di Siviglia: anima colta di fine Settecento, amante dell'arte per l'arte, del bello in sé, romantico sostenitore dei castrati e poco sensibile ai moti rivoluzionari che la societa' andava partorendo ad ogni angolo di strada, sbarca in un secolo che vede il sorpasso del contenuto sulla forma, si deprime, saluta tutti e si imbuca a Parigi, dove cazzeggia con sublime talento fino alla morte.
Nello stesso tempo, siamo alla metà dell'800, in tre luoghi diversi d'Italia si consumano buffe tragedie di miseri tapini che, al contrario, non hanno talento ma vorrebbero tanto avere successo: a Lugo di Romagna Manaresi Edmeo, impresario teatrale con la passione delle carte e della passerina, è rovinato dai debiti; a Bologna la Contessa Mazzoni Severi, vedova del povero Pio, cerca di lanciare la figlia nel magico mondo della lirica, un po' per fare soldi un po' per allontanarla dal rivoluzionario Libero Senzadio, che la giovane ama con romantico e scellerato trasporto; a Milano il castrato Omar, originario del Kazakistan, dispensa felicità alle donne della sartoria teatrale presso cui lavora ma si sente irrealizzato.
Da chi andranno a bussare i tre simpatici disperati? Proprio dall'uomo che non essendo più interessato al successo, potrebbe ceder loro senza troppe remore un po' del suo talento: Gioachino Rossini!

Costruito come una vera opera lirica, con overture, atti, arie, svenimenti, colpi di scena, colpi di pistola, parrucconi, fondalini e un vero teatrino ricostruito sul palco, Ah, che bel vivere! rende un omaggio ardito e divertito al melodramma sollevando - grazie alla follia comica e al trasformismo di Paolo Cevoli - il velo della consuetudine per riscoprirne l'aspetto gioioso e ludico, quando nei foyer dei teatri si giocava d'azzardo e nei palchetti, durante le esecuzioni, si mangiava si scherzava e si ignoravano quelli che cantavano sul palco. Uno spettacolo a metà strada tra il comico e il melodramma, diciamo un "melocomico", dove gli attori entrano ed escono dai personaggi alla velocità della luce per raccontare il mistero del talento: perché alcuni quando nascono hanno in mano l'asso di cuori mentre altri devono cavarsela con il due di picche? E perchè nessuno è mai contento di quello che ha? Chi ha il talento se ne vuol disfare, chi non ce l'ha lo vorrebbe rubare fino a scoprire, con un sorriso, che la felicità dura per tutti, geni e scellerati, il tempo di un acuto.